Dec 23, 2012.
'Prima di venire qui, per molto tempo ho pensato che la via d’uscita dal labirinto fosse fingere che non esistesse, costruirmi un piccolo mondo autosufficiente in qualche remoto anfratto di quell’infinito dedalo, e immaginare che non mi ero smarrito, no, ero a casa mia. Ma il risultato era solo un triste isolamento, dove per unica compagnia avevo le ultime parole di gente morta prima di me.
Così sono venuto qui a cercare un Grande Forse, degli amici veri, e una vita un po’ più da grande. E poi io ho fatto una cazzata, e il Colonnello ha fatto una cazzata e Takumi ha fatto una cazzata, e lei ci è scivolata fra le dita. È inutile indorare la pillola: meritava amici migliori.
Anche lei, tanti anni prima, aveva combinato un disastro. Era solo una bambina, paralizzata dal terrore, ed è precipitata in un enigma, che era lei stessa. Avrei potuto fare la stessa cosa, ma attraverso di lei ho visto cosa c’è in fondo a quel precipizio. Per questo credo ancora nel Grande Forse, e posso ancora crederci, anche se ho perduto lei.
Perché la dimenticherò, sì. Tutto ciò che si crea è destinato a distruggersi, con impercettibile lentezza, e io dimenticherò, ma lei mi perdonerà di averla dimenticata, così come io perdono lei per aver dimenticato me e il Colonnello e chiunque tranne se stessa e sua madre, negli ultimi momenti che ha vissuto come persona. Ora so che mi perdona per essere stato stupido, pauroso, per aver fatto ciò che fanno gli stupidi e i paurosi. So che mi perdona, come sua madre perdona lei. Come faccio a saperlo? Ecco.
All’inizio pensavo che fosse morta e basta.
Buio, nient’altro. Nient’altro che un corpo mangiucchiato dai vermi. Ho pensato molto a lei in questa forma, come pasto per altri esseri. Di ciò che era lei - occhi verdi, sorriso appena accennato, le dolci curve delle sue gambe - presto non sarebbe rimasto nulla, a parte le ossa che non avevo mai visto. Pensavo al lento processo che trasforma un corpo in ossa, e poi in fossile, e poi in carbone che, fra milioni di anni, gli uomini del futuro verranno a scavare, e a come lei scalderà le loro case, per diventare un filo di fumo che sale da un comignolo e offusca l’atmosfera. E penso ancora, a volte, che forse l’aldilà è solo un concetto che ci siamo inventati per accettare meglio il dolore di una perdita, per renderci meno insopportabile la permanenza nel labirinto. Forse lei era soltanto materia, e la materia viene riciclata.
Ma da qualche tempo non credo più che lei fosse soltanto materia. Anche il resto di lei dev’essere riciclato. Ora, io credo che noi siamo qualcosa di più della somma delle nostre parti. Se prendiamo il codice genetico di Alaska, e ci aggiungiamo le sue esperienze, i rapporti che ha avuto con gli altri, la forma e le dimensioni del suo corpo, non otteniamo Alaska. C’è dell’altro, qualcosa di completamente altro. C’è una parte di lei più grande della somma delle parti di lei che conosciamo. E quella parte dev’essere in qualche posto, perché non si può distruggere.
Nessuno potrà mai accusarmi di essere un patito di scienze, ma dalle lezioni di scienze ho imparato una cosa: l’energia non si crea e non si distrugge.
E se Alaska avesse ripreso in mano la sua vita, questa è la speranza che avrei voluto darle. Dimenticare sua madre, deludere sua madre, i suoi amici e se stessa… sono cose bruttissime, ma non c’era bisogno di ripiegarsi su se stessa e autodistruggersi. Alle brutture si può sopravvivere, perché noi siamo indistruttibili nella misura in cui crediamo di esserlo. Quando gli adulti, con lo stupido sorriso di chi crede di saperla lunga, dicono: “I giovani si credono invincibili” non sanno quanto hanno ragione. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo. Non possiamo nascere, e non possiamo morire. Come l’energia, possiamo solo cambiare forma, dimensioni, manifestazioni. Gli adulti, invecchiando, lo dimenticano. Hanno una gran paura di perdere, di fallire. Ma quella parte di noi che è più grande della somma delle nostre parti non ha un inizio e non ha una fine, e dunque non può fallire.
Perciò io so che mi perdona, come io perdono lei. Le ultime parole di Thomas Edison furono: “Com’è bello, laggiù.” Non so dove sia quel laggiù, ma io credo che da qualche parte esista e spero che sia bello.'
-Cercando Alaska, John Green (via unameravigliosacatastrofe)
ondesolitarie:

ℋ≈
vento-gelido:

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'Qualcuno diceva “Com’è bella quella ragazza”
E tu stavi lì, in un angolino, lo sguardo verso il basso, l’espressione triste. Non era invidia. Erano complessi d’inferiorità. Nella tua mente la frase si era trasformata: Lei è bella, tu no. Ogni complimento fatto a un’altra ragazza diventava una piccola sofferenza. Allora ti guardavo e ti dicevo “sei bellissima”. Tu non mi guardavi e facevi un sorriso triste. “Lo dici solo per consolarmi”. Non ci credevi mai, e io mi arrabbiavo. Pensavo non ti bastasse essere bella per me. Mi sbagliavo, perchè quando ho smesso di dirtelo, tu hai smesso di mangiare. Ti prendevo in giro, dicevo “sei la ragazza col polso più piccolo del mondo”. Poi un giorno mi sono accorto che quel polso era davvero troppo sottile. Mi sono accorto che se ti passavo la mano tra i capelli me ne restava sempre qualcuno tra le dita. Mi sono accorto che la tua pelle sembrava trasparente e si vedevano tutte le vene. Mi sono accorto che anche il più piccolo urto ti procurava un livido. Mi sono accorto del 43 sulla bilancia e volevo sprofondare. Ho visto come gli altri ti sforzavano di mangiare, ti aggredivano quasi, il tuo sguardo perso, sembrava che non mangiavi apposta per fargli un dispetto.
“Ti cadono i Jeans. Forse hai preso una taglia troppo grande..”
“Sono una 38. Mi fa male la schiena. Faccio fatica a fare qualsiasi cosa.”
Ti contavo le costole senza problemi, le clavicole fin troppo sporgenti, spigoli di ossa ovunque. Occhiaie troppo profonde, unghie che si spezzavano. Un 40 su quella bilancia e i tuoi occhi che urlavano: salvami. “Sei bellissima” e quella volta hai pianto. Ho raccolto il mio coraggio, ripetendomi che si poteva ancora fare qualcosa. Mi sono impegnato. Ho giurato a me stesso che non ti avrei mai sforzata. Ho preparato un piatto grande, ti ho detto ” questo è per noi due, mangiamo assieme”. E forse quel cibo condiviso ti sembrava più buono e hai mangiato un poco.
“Stasera andiamo a mangiare la pizza?”
“Domattina ci prendiamo un gelato?”
“Mangiamo le patatine sulla spiaggia?”
” Cuciniamo un dolce assieme?”
Sembravano stupidaggini, ma tu mangiavi di più. Sorridevi di più. Ti sei lasciata salvare. Non è stato facile, sono passati due anni e la bilancia ora segna 45. Ancora lotti, ancora c’è il pericolo di sfiorare quell’orrenda malattia. Anoressia. Ma io so che siamo più forti noi. Che alla fine quello di cui avevi bisogno era solo una persona che si prendeva cura di te, e ti amava nonostante tutto. E ho capito che certe guerre possono essere vinte, se le si combatte assieme.'
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(via rickycasablanca)

Non riesco a smettere di piangere..

(via ragnateledivene)

le cose belle…

(via riderepiangendodentro)

porcodio,le lacrime.

(via wedestroythepeople)

Piango anche io. Oddio é bellissimo.

(via an-heartless-romantic)

Senza parole.

(via ludovii)

Le lacrime!

(via atelophobia-nonabbastanza)

oddio

(via vomitopensieri)

Piango

(via si-ricomincia)

Reblog all’infinito.

(via parliamo-tuparlieioamo)

rebbloggero` per sempre.

(via orabbracciami)

è la cosa più bella che io abbia mai letto.

(via portateloviaquestodolore)

si emh piango

(via nonpossori-prenderti)

"Poi un giorno mi sono accorto che quel polso era davvero troppo sottile. Mi sono accorto che se ti passavo la mano tra i capelli me ne restava sempre qualcuno tra le dita."

(via noianchesiamounastoriadamore)

"E ho capito che certe guerre possono essere vinte,se le si combatte assieme".

(via solainquestabattaglia)

Avremmo tutti bisogno di qualcuno così

(via sorridomanonperquestosonofelice)

Sto piangendo.

(via justindontleaveme)

queste sono persone fantastiche, queste. io non ne incontrerò mai una. circondata da gente che ti sforza a mangiare e ti minaccia “ti levo tutto, smetti di uscire”. piango, questo post spero sia vero, perché è bellissimo.

(via amarefinoasanguinare)
scntrx:

I’m here if you need someone. 😊

ethereo:

by (Matthew LIef Anderson | tumblr)

 
'Urlavo e nessuno riusciva a sentirmi. Ora sto in silenzio e mi chiedono perché.'
-(Via ilragazzodagliocchifreddi )
'Più passo il tempo in quella classe più mi rendo conto di quanta gente stupida può starci in due metri e mezzo di spazio.'
-holamareadentro (via holamareadentro)
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